Obbligo normativo e coperture per le imprese

CAT NAT e l’obbligo per le imprese

A partire dal 31 marzo 2025, tutte le imprese italiane sono obbligate a stipulare una polizza assicurativa contro i danni derivanti da eventi catastrofali, come terremoti, alluvioni e frane. Questa disposizione è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) e successivamente regolamentata dal Decreto-Legge 31 marzo 2025, n. 39, convertito in legge il 27 maggio 2025. 

Sono escluse le imprese agricole e quelle con immobili che presentano abusi edilizi o difformità urbanistiche.

Quali sono le scadenze?

Grandi imprese (oltre 250 dipendenti)

Devono stipulare la polizza entro il 31 marzo 2025, ma è prevista una moratoria di 90 giorni che consente di regolarizzarsi fino al 30 giugno 2025 senza sanzioni immediate.

Medie imprese (da 50 a 250 dipendenti)

Hanno tempo fino al 1° ottobre 2025, così da poter organizzare al meglio la scelta della copertura.

Piccole e microimprese (meno di 50 dipendenti)

La scadenza è fissata al 31 dicembre 2025, offrendo più margine a chi ha risorse organizzative più ridotte.

Chi è interessato dall’obbligo?

1. Tutte le imprese con sede legale in Italia
2. Imprese estere con stabile organizzazione in Italia, iscritte al Registro delle imprese

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Cosa copre la polizza CAT NAT

La polizza non si limita a proteggere da un singolo evento, ma offre una copertura completa contro diversi rischi naturali che possono mettere in crisi l’operatività aziendale. Tra i principali rientrano:

Terremoti e fenomeni sismici

Tutelano da crolli, danni strutturali o interruzioni prolungate dovute a scosse telluriche.

Alluvioni, esondazioni e inondazioni

Sempre più frequenti, possono compromettere macchinari, merci e infrastrutture.

Frane, smottamenti e cedimenti del terreno

Rischi particolarmente rilevanti per aziende situate in zone collinari o montuose.

Eventi atmosferici estremi

Come tempeste, trombe d’aria, grandinate, che possono danneggiare capannoni, tetti e impianti.

Neve e gelo

Copertura utile per chi si trova in aree soggette a nevicate abbondanti che rischiano di bloccare o danneggiare l’attività.

Incendi boschivi o naturali

Collegati a condizioni climatiche straordinarie, che possono propagarsi fino a colpire aree aziendali.

Beni aziendali tutelati

La protezione riguarda diversi asset fondamentali dell’impresa. È prevista una franchigia massima del 15% del danno subito, mentre il premio assicurativo viene calcolato in base al rischio specifico legato sia all’attività svolta sia al territorio in cui l’impresa opera. I principali beni tutelati sono:

Fabbricati e strutture immobiliari

Garantendo la ricostruzione o il ripristino dopo un evento distruttivo.

Impianti e macchinari industriali

Spesso cuore produttivo dell’azienda, che possono richiedere ingenti investimenti in caso di danneggiamento

Attrezzature e scorte di magazzino

Essenziali per mantenere la continuità operativa e commerciale.

Apparati tecnologici e informatici

Come server, computer e dispositivi digitali, la cui perdita può avere un impatto immediato e significativo sulla gestione aziendale.

Beni aziendali tutelati
Cosa succede se non si rispetta l’obbligo

Ignorare la normativa non significa solo esporsi ai rischi di calamità senza protezione. La mancata adesione comporta conseguenze dirette per la vita aziendale:

Esclusione da agevolazioni fiscali e contributi pubblici

Con perdita di importanti opportunità di sostegno economico.

Limitazioni nell’accesso al credito bancario

Poiché le banche potrebbero considerare l’impresa non adeguatamente protetta.

Impossibilità di partecipare a bandi pubblici

Con un impatto significativo soprattutto per le aziende che lavorano con la pubblica amministrazione

Per adempiere correttamente all’obbligo, le imprese devono rivolgersi a una compagnia assicurativa autorizzata in Italia e valutare con attenzione le opzioni disponibili. La scelta della polizza più adeguata dipende dal settore, dalla dimensione e soprattutto dall’ubicazione degli immobili aziendali.

Molte imprese, per semplificare il percorso, scelgono di affidarsi a un consulente assicurativo specializzato, che può guidare nella selezione della copertura, nella gestione delle scadenze e nella definizione di un piano di protezione coerente con le esigenze aziendali.

Come mettersi in regola?
Conclusioni

La polizza CAT NAT segna un cambio di passo importante per le imprese italiane. Non è soltanto un adempimento normativo, ma una vera e propria garanzia di resilienza e continuità.

In un’epoca in cui il cambiamento climatico aumenta la frequenza e la gravità degli eventi naturali, dotarsi di questa copertura significa proteggere non solo i beni materiali, ma anche la stabilità economica e la capacità di ripresa.

Per ogni impresa, grande o piccola che sia, la polizza rappresenta un investimento strategico nel futuro.

Come mettersi in regola